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Storia del Tonno Florio

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Storia del Tonno Florio

La famiglia Florio, tra le molteplici attività aziendali ed economiche in cui era coinvolta, fu anche indissolubilmente legata all’industria del tonno rosso e alla tonnara di Favignana.

Nel 1877, Ignazio Florio, acquistò l’isola di Favignana, rilevando anche la tonnara dell’Isola dalla famiglia genovese dei Pallavicino. Ignazio farà costruire un enorme stabilimento di trasformazione e conservazione del tonno destinati alla commercializzazione.

L’interesse e il coinvolgimento dei Florio nel mondo tonniero non nacque certamente in quel 1877 e neppure con Ignazio senior ma molto prima.

Infatti, fu Vincenzo senior a introdurre la propria famiglia nel business del tonno: tra il 1813 e il 1827 l’industriale originario di Bagnara Calabra assunse l’amministrazione degli opifici di Trabia e Termini Imerese, mentre nel 1830 acquisterà l’Arenella. Nel 1841 ottenne la gestione delle tonnare di Solanto e Sant’Elia. Nell’anno successivo, entrando in società con Ingham, altro importantissimo imprenditore che tanto aveva investito in Sicilia, prese in locazione la tonnara favignanese con risultati strabilianti: a metà dell’ottocento, la tonnara di Favignana esportava all’estero 6332 quintali di tonno, di cui 1300 solo in Gran Bretagna. I guadagni crebbero così tanto da spingere il figlio, Ignazio senior, ad investire ed acquistare l’intera Isola per farne uno dei fulcri delle sue attività imprenditoriali.

Come ricordato in precedenza, dopo l’acquisto di Favignana, fu costruito un enorme stabilimento ma soprattutto, furono introdotti nuovi processi di lavorazione: la bollitura, la conservazione sott’olio e l’appertizzazione. Quest’ultima fu sperimentata dal cuoco francese Nicholas Francois Appert e perfezionata dall’inglese Peter Durand. Appert nel 1795 escogitò la cottura degli alimenti in barattoli di vetro sigillati, permettendone una lunga conservazione e il mantenimento del gusto. Durand invece, ebbe l’intuizione di sostituire il vetro con materiali più elastici e resistenti agli sbalzi di temperatura, come ferro e stagno. Ignazio Florio ebbe l’intraprendenza di inscatolare il tonno con lamiere di ferro stagnate, cioè con lattine, eleganti e decorate, dotate di chiusura a chiave, intuendone le enormi potenzialità e gli incredibili risultati che avrebbero potuto riscontrare sui mercati. Ignazio fu un vero e proprio pioniere della “rivoluzione della latta” presentandosi all’Esposizione Universale di Palermo del 1891- 92 per mostrare la sua innovazione. Per cui, negli anni successivi le esportazioni conobbero un ulteriore incremento e il tonno dei Florio arrivò a rifornire finanche Boston e New York.